Fichi d’India – 3 segreti per un aperitivo unico

Oggi vi presentiamo qualcosa di diverso, 3 semplici ricette per degli stuzzichini a base di Fico d’India. Non ci avevate mai pensato vero? Eppure anche il Fico d’India è un perfetto alleato nei piatti salati. Scopriamo insieme come utilizzarlo!

Confettura di fichi d’India

Beh nulla di incredibile per adesso ma non potete nemmeno immaginare che accompagnamento perfetto per formaggi sia freschi che stagionati. La preparazione avviene come per tutte le altre confetture:

  • Cuocete in una grande pentola dai bordi alti 500 gr di polpa di fichi d’india con 200 gr di zucchero e il succo di mezzo limone.
  • Mescolate continuamente con un cucchiaio di legno finché provando a farne cadere un cucchiaino su un piatto la confettura resta attaccata.

Bocconcini di fichi d’India e speck

Che dire, lo stuzzichino perfetto che non può mancare in un aperitivo come si deve. Anche qui la preparazione è davvero semplicissima:

  • semplicemente avvolgete dei cubetti di fico d’india con lo speck e infilzandoli con uno stuzzicadenti.

Vedrete che spariranno in un baleno!

Chips di bucce di Fichi d’India

Abbiamo tenuto il pezzo forte alla fine. Le bucce del Fico d’India sono perfette per realizzare delle deliziose chips!

  • Dovete per prima cosa pulirle molto bene prima sotto un forte getto d’acqua e poi con un coltello stando molto attenti (consigliamo di usare dei guanti per essere più sicuri)
  • Poi tagliatele a listarelle e passatele nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato
  • Ora non vi resta che friggerle finché non saranno perfettamente dorate su tutti i lati.

Beh se questo non vi sembra un aperitivo perfetto è solo perché non lo avete ancora provato!

Se ancora non li avete, andate subito ad adottare i nostri Fichi d’India Bio dell’Azienda Agricola Bruno!

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filiera etica

Filiera etica: arriva il bollino NoCap

Una svolta, un primo passo contro il caporalato, supporto all’agricoltura del sud e una filiera agroalimentare etica e tracciabile. Ma capiamo insieme che cosa significa.

Innanzi tutto dovete sapere che l’associazione internazionale NO CAP è stata creata da un ingegnere camerunense successivamente alla prima protesta di braccianti per le condizioni di vita e di lavoro. L’obiettivo è quello di mettere l’essere umano al centro, rispettare l’ambiente e valorizzare i prodotti del territorio.

Come funziona il bollino NoCap

Si tratta di un esperimento, il primo in Italia,  che basandosi su un sistema di tracciabilità delle filiere tramite l’utilizzo congiunto del bollino etico NoCap (promosso dall’associazione NO CAP) e del Marchio di qualità IAMME dà supporto e speranza all’agricoltura del sud. Infatti il progetto mira a contrastare il caporalato e il lavoro irregolare del settore agricolo, garantendo a tutti i lavoratori un giusto compenso per le loro prestazioni e il pieno rispetto dei loro diritti partendo dai contratti collettivi del lavoro.

Nel protocollo firmato qualche giorno fa si trova anche la firma di Gruppo Megamark, il quale si impegna ad acquistare i prodotti agricoli garantiti dal bollino NoCap, rilasciato alle imprese agricole esclusivamente dopo appositi controlli e verifiche, e di distribuirli nei propri supermercati.

Filiera etica: Il primo bollino NoCap in Italia

In questa prima fase il progetto si sta svolgendo in Puglia, Basilicata e Sicilia e si vedono coinvolte circa 100 braccianti extracomunitari, selezionati all’interno dei ghetti e delle baraccopoli. Ragazzi che sono stati sottratti alla malavita e alle prepotenze dei caporali e a cui è stata data la possibilità di vedere i propri diritti di lavoratore finalmente rispettati: alloggio dignitoso, contratti di lavoro, spostamenti tramite mezzi adeguati, visite mediche e un ambiente di lavoro consono.

“Sono progetti in cui vincono tutti, dai ragazzi che hanno un lavoro dignitoso alle imprese che producono nella legalità, dai supermercati che propongono prodotti etici e di qualità ai loro clienti che possono scegliere un consumo più consapevole”. Queste le parole del Cavaliere del Lavoro Giovanni Pomarico, a capo del Gruppo Megamark.

Ed è proprio con queste parole che noi ci auguriamo che di progetti come questi ne nascano altri; che tutti imparino l’importanza di supportare, in modo consapevole, una filiera etica e sostenibile.

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Pollo al Mango Bio

Eccoci qui, pronti ad invitarvi nella vostra cucina, con una nuova, semplicissima e squisita ricetta agrodolce. Come avrete notato in questi mesi si sono aggiunti sulla nostra piattaforma nuovi prodotti davvero deliziosi, uno dei quali sarà il protagonista del piatto di oggi.

Siete pronti? Iniziamo!

COSA TI SERVE

8 coscette di pollo

45g di zucchero di canna

200g di polpa del tuo Mango Bio

sesamo (a piacere)

sale q.b.

pepe q.b.

10ml di salsa di soia

1 cucchiaio di olio di semi

COMINCIAMO!

1. Mettete in un recipiente il mango e aggiungete lo zucchero, il sesamo, sale e pepe, la salsa di soia e l’olio e iniziate a pressare il tutto fino ad ottenere un composto semi liquido.

2. Adesso adagiate le coscette di pollo nel recipiente

3. Mescolate per bene aiutandovi con le mani. Poi coprite il recipiente con la pellicola e lasciate la carne a marinare per 2 ore.

4. Una volta pronta togliete la pellicola

5. Versate il tutto in un piatto da forno

6. Infornate per 45 minuti a 200°C (fino a raggiungere una perfetta doratura)

 

 

 

 

Ora il vostro piatto è pronto per essere servito e gustato in compagnia di amici e parenti!

Se ancora non hai provato i nostri Manghi Bio siciliani, visita la pagina, scopri di più e adotta il tuo primo albero di Mango Bio!

 

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