Mercatini rionali, Gruppi di acquisto solidale, punti vendita in azienda. Da diversi anni il mercato agroalimentare ha compreso l’importanza di una filiera corta e sta facendo di tutto per andare in questa direzione.
Molti la vedono come la strada maestra verso la sostenibilità, capace di metterci nelle condizioni di sperimentare nuove dinamiche di vendita e consumo. Non a caso, le aziende perseguono l’obiettivo di accorciare la filiera agroalimentare anche come modo per trovare nuovi punti di contatto con un pubblico esigente e sempre più attento ai propri acquisti. Nascono così agriturismi solidali, fattorie didattiche, spacci aziendali, mentre gli agricoltori fanno la loro parte principalmente affidandosi alla vendita diretta. Nel mezzo, per così dire, i consumatori.

Perché è necessario accorciare la filiera agroalimentare

filiera-agroalimentareBiorfarm è nata perché crede che un mercato agroalimentare con meno passaggi e intermediari sia un mercato più equo e trasparente. Un mercato che rispetta le esigenze di produttori e consumatori e porta sulle nostre tavole frutta e verdura sana e naturale. Per questo motivo, non può che farci piacere sentire che la stragrande maggioranza dei consumatori è sempre più propensa ad acquistare prodotti a Km Zero o comunque figli di una filiera essenziale. Priva, cioè, di tutti quei passaggi inutili che, ricarico dopo ricarico, hanno un impatto non certo secondario sui portafogli delle famiglie.

Invece occorre ridurre il superfluo, e quindi tutti i passaggi commerciali che non servono. Non solo: filiera corta vuol dire anche forza della comunità, perché se agricoltori e consumatori riscoprono il valore di una relazione diretta – e non solo in termini economici o utilitaristici – entrambi i ruoli ne usciranno rivalutati. Il consumatore non viene relegato a soggetto passivo che deve comprare e non farsi altre domande; l’agricoltore non viene messo ai margini.

È un passaggio sottile ma importante, questo, perché oggi il ruolo dell’agricoltore è svilito e isolato alla periferia del mercato. Se andiamo avanti su questa strada, rischiamo di cancellare anni e anni di esperienza produttiva, tradizioni e rapporti sociali. E chi pagherà il conto?

Ma i vantaggi economici e sociali di una filiera corta sono anche altri. Prezzi a parte, snellire i passaggi produttivi dal produttore al consumatore permette alle imprese agricole di svilupparsi di più e più in fretta, perché meno intermediari vogliono dire immediatamente maggiori liquidità a disposizione dell’agricoltore, oggi purtroppo anello debole della catena.

Se a tutto ciò aggiungiamo il desiderio dei consumatori di spuntare prezzi al dettaglio più bassi, di acquistare prodotti certificati, di poter contare su un canale di distribuzione comodo e accessibile, abbiamo ricostruito tutti i principali vantaggi di una filiera agroalimentare corta.

C’è poi l’ambiente, in realtà. La filiera agroalimentare corta, o persino a Km Zero, riduce di molto gli spostamenti necessari a far arrivare un prodotto dal campo alla tavola. Meno camion merci, meno navi, meno aerei: ciò vuol dire meno emissioni inquinanti.

Filiera corta, innovazione e sicurezza alimentare

filiera-agroalimentare-cortaEntriamo un po’ più nel dettaglio: come sappiamo, la filiera agroalimentare è un sistema molto articolato, composto da materie prime, tecnologie, attività produttive, risorse e imprese che creano, trasformano e commercializzano i prodotti agroalimentari. Si parla di filiera corta per indicare un sistema di distribuzione dei prodotti che utilizza un numero ridotto di attori, come ad esempio la filiera dei prodotti freschi. Di solito più corta è la filiera, più lo sviluppo delle economie locali viene promosso. Aziende e tessuto sociale circostante sono messi in condizione di assorbire meglio l’impatto ambientale derivante dalle attività di produzione, quando non direttamente di migliorarlo, e la biodiversità agricola ne esce rafforzata. Il consumatore, infine, gode di una maggiore trasparenza e garanzia: che vuol dire essenzialmente sapere cosa si sta mangiando.

Filiera corta è sinonimo di sicurezza alimentare. Oltre al controllo su standard e tradizioni, all’importanza di conoscere chi è intervenuto nella produzione, trasformazione, confezionamento e commercializzazione di un prodotto, è importante che dal campo alla tavola ci siano meno chilometri e passaggi possibile. Rispetto a questo aspetto, l’innovazione e il mondo digitale possono fare molto: per esempio mettendo in connessione agricoltori e produttori, rafforzando dinamiche di compartecipazione che il mondo industriale ha praticamente cancellato e, infine, costruendo nuovi meccanismi di fiducia tra le parti, essenziali a far prosperare un mercato tanto quanto la qualità del prodotto o la facilità nel reperirlo. Noi vogliamo fare la nostra piccola parte: abbiamo scelto l’adozione di un albero da frutta come meccanismo per far partecipare agricoltori e consumatori, per avvicinarli. Anche questo è sinonimo di filiera corta.