Ci piace definire Biorfarm una community perché, prima ancora di essere una realtà che opera nel mercato della frutta biologica, non abbiamo mai perso di vista il senso di comunità: quell’impegno costante e quel senso della prospettiva che quasi ci obbliga, nel senso buono del termine, a compiere azioni capaci di avere un impatto positivo sugli altri.

Questo conta per noi, e lo fa prima ancora di qualsiasi senso di appartenenza o desiderio di dar vita a un’impresa solida, che mette in collegamento agricoltori e consumatori finali.   

Per questi e altri motivi, pensiamo spesso all’importanza di difendere la biodiversità agricola e al ruolo degli agricoltori biologici in questa battaglia. Stiamo parlando di un concetto molto importante, che non è legato esclusivamente alla varietà di cibo disponibile sulla nostra tavola o al mercato, quanto invece alla possibilità delle diverse forme di vita di coesistere tra di loro in modo armonico. La biodiversità, in questo senso, è uno dei principali indicatori della salute del nostro pianeta, perché più un ecosistema è ricco di sfumature più saprà reagire positivamente agli eventi esterni potenzialmente minacciosi.

Oggi questi eventi esterni non mancano, anzi. Inquinamento, distruzione degli habitat naturali e cambiamenti climatici sono solo – è proprio il caso di dirlo – la punta dell’iceberg. Già, perché purtroppo la biodiversità agricola non può essere difesa senza uno sviluppo sostenibile delle economie locali che la promuovono, rappresentando così un’occasione imperdibile per tutelare la stessa ricchezza culturale ed economica di un Paese come il nostro.

Biodiversità agricola e sviluppo sostenibile

biodiversita-animaleBiodiversità, sviluppo sostenibile e sicurezza alimentare vanno di pari passo. Se alla fine degli anni ’80 si è iniziato a parlare di biodiversità agricola in termini di ecosistema naturale, ora il concetto è molto più ampio e si riferisce a tutto ciò che permette a un sistema agricolo di sopravvivere e prosperare. Varietà delle specie animali, differenziazione delle piante e di tutte quelle specie che sono non solo utili, ma fondamentali, per garantire l’equilibrio di un ecosistema: ma anche le conoscenze e le tradizioni degli uomini che in quel sistema lavorano e producono. Per questo motivo, oggi parlare di biodiversità agricola significa far riferimento a:

  • elementi naturali e ambientali
  • risorse genetiche disponibili sul territorio
  • sistemi di gestione di quel patrimonio e utilizzo delle risorse
  • bagaglio culturale delle popolazioni che abitano in un dato territorio.

Diversità biologica e culturale vanno di pari passo, e ormai a livello internazionale tutti sono d’accordo nell’affermare il ruolo fondamentale dell’agricoltura biologica nel difendere un patrimonio messo a rischio da uno sviluppo selvaggio e disattento. I dati a disposizione sono piuttosto impietosi: in Italia e in Europa la biodiversità è sempre più sotto minaccia, dato che – come sottolinea un recente report di Legambiente – manca la capacità di gestire il territorio armonizzando il bisogno degli uomini in termini di produzione economica e il rispetto della natura.  

Perché la biodiversità agricola è importante

La biodiversità è il miglior turbo alla produttività di un ecosistema. Quando la minacciamo o – come accade da anni – la riduciamo drasticamente stiamo mettendo a repentaglio la nostra capacità di nutrirci adeguatamente, di provvedere al fabbisogno energetico. I terreni erosi sono più esposti ai danni del maltempo e alle calamità naturali, e cala drasticamente anche il “patrimonio culturale” di una comunità, piccola o grande che sia.

Se prendiamo in esame la biodiversità agricola, basti pensare che ogni pianta o frutto riveste un ruolo ben preciso all’interno del suo habitat, motivo per cui colpire o portare a estinzione la singola parte significa danneggiare il sistema nel suo complesso, proprio perché è la sostenibilità della vita intesa come sistema a essere messa in crisi. Uno dei principi cardine di un’agricoltura sana, che funziona, è la disponibilità di piante, siano esse coltivate oppure spontanee, e un disequilibrio in tal senso significa mettere a repentaglio la produzione di cibo, con tutte le conseguenze del caso sulla nostra alimentazione, sulla salute e persino – non ci si pensa mai – sulla possibilità di produrre determinati medicinali, estratti come sappiamo da specifiche piante.

Il ruolo dell’agricoltura biologica nel difendere la biodiversità

L’agricoltura biologica ricopre un ruolo decisivo in questa partita, perché promuove la biodiversità: non agisce in modo aggressivo e adotta tecniche produttive che rispettano l’ambiente e i suoi equilibri. Tutti i passaggi produttivi del biologico sono effettuati nella massima tutela della biodiversità di piante e animali. Basti pensare alla scelta di utilizzare concimi naturali o di non impiegare pesticidi o fertilizzanti chimici: tutti elementi che rispettano il suolo e le sue risorse, non mettono a repentaglio la vita delle specie che popolano un certo habitat, dai mammiferi ai più piccoli microrganismi.

Pertanto il ruolo dell’agricoltore biologico è di vitale importanza nel garantire il patrimonio genetico, e naturale di un’area geografica, così come nel difendere la ricchezza culturale e produttiva di un determinato tessuto sociale ed economico. Da questo punto di vista, l’agricoltura biologica è uno strumento per tutelare la biodiversità naturale, culturale e umana, ed è a partire dalle nostre scelte in quanto consumatori che si deciderà se questa partita si potrà vincere o meno. Senza rischiare di voler apparire fin troppo enfatici, nel suo piccolo è una battaglia per la vita. E noi siamo lieti, nel nostro piccolo, di fare la nostra parte.