Le storie sono tante, tutte unite da unico filo rosso. O meglio, verde. C’è l’architetto che lascia New York per tornare in Lombardia e prendere in mano le redini dell’azienda agricola di famiglia. C’è l’ingegnere elettronico che decide di cambiare vita: torna in Sicilia e diventa agricoltore dopo anni passati in ufficio davanti al computer. Il consulente finanziario che molla tutto, dice di no alla sua vita precedente e si dedica al 100% alle sue terre in Calabria, così come il laureato in Medicina che lascia l’ospedale per coltivare frutta biologica.  

Questi sono solo alcuni esempi, perché in realtà là fuori c’è un esercito di Millennials che torna alle origini e si reinventa una professione nel mondo dell’agricoltura biologica. Una speciale classifica che vede protagonisti gli Under 35 e nella quale l’Italia vince la medaglia d’oro. Siamo infatti il primo paese d’Europa per numero di giovani che scelgono di cambiare vita e diventare agricoltori biologici. Li chiamano Millennial Farmer: in tutto gestiscono circa 60 mila imprese agricole, che aumentano di 3.600 unità l’anno.

Under 35 e Agricoltura 4.0: chi sono i Millennial Farmer

Paolo dell’Azienda Agricola Biologica Rossi

L’identikit di questo nuovo agricoltore bio ed estremamente tecnologico è presto scritto. Il 25% dei giovani italiani che decide di tornare alla terra è laureato, addirittura l’80% si muove spesso tra l’Italia e l’estero alla ricerca di nuovi mercati e opportunità di lavoro. L’Unione europea, in questo caso, a loro ci ha pensato: per consentire di aprire un’attività agricola ha stanziato fondi  tramite il cosiddetto FEASR (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) e, secondo i primi dati, solo negli ultimi due anni circa 30 mila giovani imprenditori agricoli hanno potuto beneficiare degli aiuti di Bruxelles: più della metà risiedono nel Sud o nelle isole, con una forte preponderanza di Sicilia e Puglia, mentre il 40% delle domande accettate proviene in egual misura da Nord Italia e Centro.

Ma chi sono i Millennial Farmer? Presto detto: al di là di rappresentare un fenomeno molto interessante che antepone la qualità della vita e la ricerca di nuovi stimoli a un’esistenza sempre più tecnologica e stressante, i giovani Under 35 che tornano alla terra rappresentano il principale elemento di trasformazione del settore Food nel mondo. Grazie a una mentalità profondamente internazionale e radicata nei meccanismi della società globale, possono incidere in maniera significativa nel settore agroalimentare, dettare nuove tendenze, disegnare nuovi trend produttivi e di creazione del valore. Non solo: la loro abitudine ad aver a che fare con la tecnologia li rende i più adatti a incarnare il motto “think global, act local”. In poche parole, i Millennial Farmer si candidano a buon titolo a diventare i nuovi Agricoltori 4.0, difensori della qualità del prodotto e della biodiversità agricola.

Come sta cambiando il settore agricolo

Girolamo ed Eleonora dell’Azienda Agricola Biologica Giambanco

Il comparto agricolo appare vivere oggi un momento di profondo cambiamento rispetto al recente passato. Non è un caso che per la prima volta dopo anni, anche secondo quanto emerge dal Rapporto Svimez Ismea, la crescita economica del Sud Italia nel comparto agricolo superi addirittura quella del Centro-Nord. Parallelamente, come abbiamo visto, l’interesse dei giovani per questo comparto è sempre maggiore. Gli aiuti strutturali e gli incentivi da parte di enti ed organizzazioni nazionali e comunitarie a sostegno di coloro che intendono cambiare la propria vita in meglio e diventare agricoltori sono in continuo aumento.

Quanto alle motivazioni profonde che spingono a questo tipo di scelta, di sicuro quella di coniugare e far convivere in armonia la produzione di frutta e verdura bio con le più recenti innovazioni tecnologiche è la prima in ordine di importanza, seguita a poca distanza dal desiderio sempre più diffuso di vivere in modo più sostenibile rispetto a quanto ci obbligano determinati modelli. In tutto questo cambiamento, che sta per influire sul settore agricolo nel suo complesso, c’è chi riesce a migliorare i ricavi delle proprie terre attraverso i nuovi strumenti destinati all’agricoltura di precisione, chi estende il proprio mercato offrendo i propri prodotti sul Web o lanciando i propri e-commerce e chi, come Biorfarm, si propone di eliminare l’enorme distorsione rappresentata da una lunghissima filiera di produzione e vendita che danneggia i piccoli produttori e i consumatori finali e, dall’albero alla nostra tavola, fa aumentare il prezzo della frutta biologica certificata fino a 10 volte.

 

Giovani imprenditori agricoli: i perché di una scelta

Giuseppe e Francesca dell’Azienda Agricola Biologica Leone

C’è poi un trend molto interessante, che abbiamo avuto modo di rilevare più volte, anche durante i nostri colloqui alla ricerca di nuovi agricoltori biologici: la passione per la terra e l’attaccamento ai propri luoghi di origine sono alcune delle motivazioni principali e più frequenti per i cosiddetti agricoltori di seconda e terza generazione, figli e nipoti di agricoltori che, a differenza di quanto accadeva fino a pochi anni fa, scelgono di continuare il lavoro dei loro antenati.

La vera novità, tuttavia, è rappresentata dagli agricoltori di prima generazione. Coloro il cui passato non è legato all’agricoltura ma che, per necessità o per la natura anticiclica del comparto agricolo, che non segue rigidamente l’andamento generale dell’economia e, quindi, è tutto sommato slegato dai trend di crisi tipici di altri settori economici e produttivi, riesce ad assorbire forza lavoro espulsa da altri settori.

Il ritorno alla terra da parte dei giovani non è più una scommessa o un trend in fase embrionale, come confermano i dati: è piuttosto un fenomeno che si sta consolidando e si appresta al proverbiale salto di qualità. Al punto che, più di un anno fa, la stessa Coldiretti ha realizzato un video molto simpatico con le linee guida per diventare giovani imprenditori agricoli.